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martedì 23 luglio 2013

Immaginario

immaginario.jpg


molle si adagia


l'astratto desiderio


sul grembo spoglio


un acuto tempo


come bimbo smarrito


vola impazzito


sulla pelle rovente


capriccioso il vento


marchia l'infinito


all’alba fluorescente


un volto sbiadito 


inganno lacrima


oltre i fulvi prati


l'immaginario desiderio


impudico brinda


 


e.r.



camminando nei campi in fiore all'alba di un mattino .....

giovedì 28 febbraio 2013

Diagramma

algoritmo.gif



CINICO


IL TUO SGUARDO


CONSERVATO


ELUSO


DISAMINA


E


SENZA INDUGI


MAPPATO


DIAGRAMMA


IL MIO FUTURO


RISCUOTE


E.R.


girando e constatando.... 

venerdì 23 novembre 2012

TRASPARENZA

amore,odio,femminicidio


Se


Fossi un cristallo


Lucido e trasparente


Potrei riflettere


Su specchi vorticanti


Tempestose luci


Urlate e trattenute


Sommersi guizzanti


Mille turbamenti


Se


Fossi diamante


Vedresti celate


Fra cavità rifrante


Lacrime e sorrisi


Arroganze represse


furie scatenate


Desideri di libertà


Se


Fossi lente


Diramante riverberi


Di luce cristallina


Vedresti giostre


Squarci riflessi


Di pugni e percosse


ardenti suppliche


Se


Fossi specchio


Luminoso e vibrante


Vedresti l’inespresso


Correre


Librarsi sfinito


Inabissarsi in voragini


Di rabbia impotente


Se


Fossi quarzo


Traslucido di passati


Vedresti pulsare


la vita e l'amore


Vorresti lesto


afferrarlo


Ghermiresti un cristallo


Sfuggente


ombra di un passato


Nascosta trasparenza


a chi feroce lo umiliò


e.r.


dedicata a :Maria, Agnese,  Ludovica, Anna, Francesca...


 donne vittime del loro compagno aguzzino


 


mercoledì 10 ottobre 2012

Tracciati

tracciati.jpg


Ombre


...


Ombre legnose


...


File


...


File lunghissime


...


Sospiri


Iperboli 


Genialità


Ingorghi


Assorbimenti


...


Pensieri


...


Invissuti


 Erranti tracciati


e.r.


in una sera qualunque a piedi nudi in riva al mare

venerdì 27 gennaio 2012

FIUME

  


ribolle


il messaggero


fiume


la rosa nera


ansa


tribale occhio


pelle brucia


a carpita luce


l'urlo


sfiato


nel grembo


di fiume


stella


rotola


attualità, ricordo,memoria, 


e.r.


 


Io non dimentico e ....


voi?


sono certa di no!


 Nessun uomo saggio e  giusto può dimenticare

martedì 13 settembre 2011

FAZIOSITA'

faziosità.jpg


La faziosità


è un passatempo strano


maniaco e bislacco


S'appella a regole chiare


ma trucca i tavoli per giocare


Lava mentre infanga


infanga mentre lava


Attacca col diritto


poi ricorre al topspin


molla un rovescione


falla l'oppugnatore


riducendolo un coglione


Getta la palla nel fosso


dell'onestà intellettuale


la rimpalla a litania


ci insozza chiunque sia


Pianta il palo della pace


al centro del paese


s'arrampica a palla


rotea la linguaccia


ballotta e strambozza


la scambia in frottola


lancia e ti spappola


La faziosità


è proprio un gioco atipico


di fulminia patacca


Incrimina


Denuncia


Scuote agita


per salvar la propria faccia


Acchiappa e spidocchia


Monta le polemiche pre partita


stracoce e riveste una notizia


ma dice che è nuda e cruda


Per farti innervosir


stordisce e gratta


con una gramola ti spiaccica


Per giocare a questo gioco


bisogna avere il pelo sullo stomaco


essere un atleta partigiano


da ping pong settario


allenato alla retorica d'assalto


da match pallottola:


rimanda e spara


acchiappa e assalta


assalta e ritira


lancia e spiaccica


arrotola a palla


parla e scambia


rimpalla


spidocchia


palleggia e caldeggia


maciulla l'avversario


Non c'è che dire


il fazioso


è un abile allround


Si muove felpato


come un tenero micione


Alterna difesa e intoppo


per abbagliare la verità


usa l'effetto a specchio


e in un baleno ti sgrignaffa


senza lasciare traccia


e.r.


svagando qua e la 


 


 


 


 


 


 


 


 


 

mercoledì 29 giugno 2011

CARTA

 


 


ima.jpg


 


ingorda


carta viaggiante


stravolta


umanità


rincorre


facce di cartapesta


trova


nei bui corridoi


s'doppiati speculatori


parola vacua


stalla


sorte plebea


nei forzieri


rincula


e.r.


 


 


 


 

sabato 7 maggio 2011

EXTRAPOLATO

CIAO A TUTTI AMICI CARI,  RIECCOMI QUA. DOVE ERO FINITA? NON SAPREI DIRVELO DI PRECISO. CI PROVO NEL MODO CHE SO; SON SICURA CHE COMPRENDERETE:

Dov’ è finito il mio cuore

Pieno di vibranti emozioni

Forse

è volato sul picco

Della montagna muta

Rapito nell’attimo sbadato

da un’aquila superba

Forse

Esplorando la caverna

D’effimera gloria

S’è rannicchiato

nelle viscere della terra

Forse

è finito nell’intestino

Del vulcano infocato

Trainato da falsa lussuria

Forse

è sprofondato

Nell’oceano sconfinato

Navigando appaiato

al suo cupido contrario

Dov’è finito l’ ardore

Di fanciulla spensierata

Forse

s’è smarrito

Tra la folla maculata

Stordito da concerti

Martellanti e strinati

Forse

s’è spento tra folate

Esaltanti e scatenate

Mulinate da estrose vanità

Forse

è finito impantanato

Nella melma del vissuto

Forse

Oscillando sradicato

Ha smarrito la battuta

E s’è extrapolato

e.r

cioccolato.jpg

VI RINGRAZIO TUTTI, MI SIETE MANCATI !!!!

martedì 8 marzo 2011

SIAMO DONNE

8 marzo.jpg 

Siamo donne

non un cesto di leccornie

grandi lavoratrici

non perverse sfruttatrici

abili professioniste

non corpi da riviste

attive compagne

non un piatto di lasagne

valorose soldate

non folli invasate

coraggiose imprenditrici

non star imbonitrici

esperte scienziate

non farfalle imbalsamate

siamo donne

non mammelle lattifere

fantocce da schiavizzare

cicche da masticare

siamo donne

motore universale

di ieri oggi e domani

e.r

lunedì 28 febbraio 2011

FONDO DI BAULE

 

Cerca vecchio, cerca

In fondo al vecchio baule

Chissà ...se cercando

trovi stinto e sbiadito

Il fardello che allora buttasti

Cerca vecchio, cerca

Può darsi che un ricordo spunti

Dal fondo del vecchio baule.

Fai in modo

non sia rimpianto

Cerca vecchio, cerca

Forse fra cianfrusaglie

Insensibili e inerti

Trovi quel frutto sano

Che allora sprecasti

Cerca vecchio, cerca

Fra carabattole ammassate

Quel filo di vita svotato

Da inganni molesti

Cerca vecchio, cerca

Fai in modo che dal marciume

Accumulato con indifferenza

Non spunti il baco della follia

Cerca vecchio

cerca nel tuo baule

e…

Scongiura di trovare pietà

e.r

Credo che tutti siamo scossi dalla fine drammatica della piccola Yara

sicuramente vittima di un "orco" spietato che lei credeva un amico

Dedico queste parole, che avevo scritto anni fa, ispirate a una vicenda

 di molestie subite da una mia amica nell'infanzia, a lei

e a tutti i piccoli angeli che ogni giorno nel mondo vengono abusati

quasi sempre da persone insospettabili per non dire familiari

yara.jpg

mercoledì 26 gennaio 2011

SE NON VUOI RICORDARE

arcobal.png
 se

non vuoi ricordare

che fui scuoiato e trasformato in lampada da salotto

fui paglia bruciata per fertilizzare sterile terra

inchiodato al suolo per impedirmi di camminare libero

ammucchiato come bestiame per togliermi il fiato

spinato, stuprato, gasato, rosolato,

non importa

tu accertati che non sei

ebreo, cristiano, zingaro

se

non vuoi ricordare

la bestialità umana che ha forgiato

calici di feltro con i miei capelli

collane e anelli strappandomi i denti

scarnificato, rasato, sterilizzato

usurpato sogni, affetti, averi

ridotto in cenere il mio diritto di esistere

non importa

tu accertati che non sei

handicappato, omosessuale, politico

se

non vuoi ricordare

milioni e milioni di esseri umani

vittime sacrificali della follia

stelle triangoli cerchi e numeri indelebili

rossi verdi neri gialli

non importa

tu accertati

di avere abbastanza

memoria

per te

quel tanto che basta

a ricordare

che

uno smemorato bastardo

è qui con me

*

LA MEMORIA E' UN PATRIMONIO UNIVERSALE

 DA DIFENDERE E TRASMETTERE PER EVITARE

OLOCAUSTI UMANI

IMPEDIRE

A UN FOLLE QUALSIASI

 DI "BRUCIARE" LA NOSTRA STORIA DI UOMINI E DONNE

* 

e.r

mercoledì 24 novembre 2010

AUTOCRATE

donne 2.jpg
 

TU,

CHE DOMANDI

CON TANTO ARDIRE

E CUPIDIGIA MOSTRI

NEL CARPIRE SEGRETI

NASCOSTI IN PIEGHE

DI CELATI TENDONI

CADENTI PALCHI

DI SIPARI VIVENTI

E TRAGICI ATTI

TU,

CHE DOMANDE PONI

E PRETENDI

CON TIRANNIDE

RISPOSTE E AMORE

DOMANDATI

E NON DOMANDARE

DAI

E NON BRAMARE

FORSE....

DOMANI

AUTOCRATE

O... CHISSA'

CIO’ CHE

ARROGHI

ESTORCERAI

e.r

dedicata a tutte le donne che nel mondo subiscono sopraffazioni

*

la foto l'ho presa dal weeb ed è una immagine pubblicitaria

 

 

 

mercoledì 10 novembre 2010

LOGICA

 

logica.jpg

Ami?

Non ami

Ti concedi

Usi la logica

Al posto dell’emozione

La ragione

Al posto della passione

Il pensiero egoista

Al posto dell' incanto

In te c’è molto

Non concedi niente

Sei avaro

Ami con la pelle

Con i sensi

Sei, bravo !

Un logico

Individualista

Antiscomodità

e.r.

venerdì 5 novembre 2010

MALARAZZA

malarazza.jpg
 Ti ho guardato e riguardato

scrutato e ispezionato

ma non ti ho capito

I tuoi occhi sfuggenti

non hanno un colore

Il tuo cuore ticchetta

ma non emana calore

La tua bocca è carnosa

ma senza passione

Il tuo volto pasciuto

non conosce rossore

Le tue mani uncinate

sbrindellan le carni

I tuoi piedi smisurati

martellano i sogni

La tua pelle stirata

puzza come merda assolata

Chi sei

e

da che buco provieni

vuota frattaglia

gonfiata a pallone

c'arlecchini i retropalchi

di buffoni cortigiani

animata cartapesta

che smitraglia idiozie

frulla leggi corporali

manipola e impasta

frittelle d'ogni razza

gira gli ingranaggi

ingrassa i ricconi

stritola i semplicioni

Ti ho guardato

girato e rigirato

non hai confini non hai pudore

dignità e neppure onore

non posso definirti spettro alieno

ne infernale demone animale

illusionista d'etica morale

Sei proprio una razza strana!

Una fetida anomalia

d'un gene tossico

inquinante e malverso

una MALARAZZA

c'alligna nei meati uretrali

dell'infida sottoforesta

Oh 

se ti potessi estirpare

qual paradiso gusterei!

Con diritti riconosciuti

vestita con progetti di luce

uscirei dalla trincea degli assilli

per gettarmi in un campo di gigli

dormire nel quieto candore

svegliarmi e fare l'amore

guardando al domani senza ossessione

d'una malarazza 

che imbroglia e scassa

e.r.

*

con questo scritto un po' insolito

 rispondo a una provocazione dell'amica Tina

 



 

 

 

 

 

 

domenica 10 ottobre 2010

Senso unico

 

senso.jpg

difficile per un cuore

traboccante d’amore

rimanere sterile

doloroso confessare

che

la sua strada

è 

a senso unico

amarsi è

sinfonia di corpi

 è

sguardi che s’incrociano

anime che vibrano

una strada con due entrate

dove le parole

transitano sincere

dove

le anime sanno incontrarsi

senza sprecare

attimi preziosi

un senso unico

è tacito

gli manca

il rumore del cuore.

il ticchettio dei baci

il via vai delle coccole

il fracasso della gelosia

lo sgommare della vita

è

un solitario

cuore

parcheggiato

e.r

 

 

 

 

martedì 4 maggio 2010

TI ABBANDONO

villa simius.JPG

 

Non voglio più desiderarti, ne pensarti. L’attesa mi divora, fa agonizzare la mia anima, consumare il  corpo, urlare ogni fibra. Brucio di desiderio, rabbia, tristezza; passo da uno stato euforico ad uno depressivo; mi esalto e mi avvilisco; ti amo e ti odio; ti chiamo e ti respingo.  Basta, basta. Devo smetterla di lacerarmi, sprecare un mucchio di energie e di vita, potrei continuare se servisse a rendermi felice.  Così no e poi no! I nostri desideri non coincideranno mai. Per te un giorno o un altro è lo stesso, incontrarci prima o dopo è uguale,  un divertimento da tempo libero.  Sono  ancor meno d’un diversivo piacevole, meno di niente, non c’è mai tempo per me. Sono un neo che punteggia la tua esistenza senza  neppure un nome. Non posso avere desideri, aspettative, voglia di correre, saltare, scherzare, devo solo tacere, sedermi, aspettare, aspettare che sua maestà il re si ricordi di avere un neo che aspetta di renderlo bello, adularlo, farlo sentire prezioso, desiderato, coccolato. Il guaio è: non sarò mai un essere egocentrico e pratico come te. Sono estrosa, sognatrice, sensibile, ribelle alle convenzioni, al qualunquismo.  Quello che mi rovina nell’aspettarti è la fantasia che galoppa, anzi ciò che mi rovina è l’essermi innamorata non di un sogno vago ma di un egoista dosatore di tempo e spazio. Caldo, passionale e sensibile solo in dosi farmaceutiche. Invece io adoro  le abbuffate, l’imprevisto, l’ardore che  trasporta nei picchi delle montagne, le sensazioni che  tolgono il respiro e  fanno scendere nelle viscere del vulcano, approdare dove non esiste pregiudizio e ci si può abbandonare con leggerezza alle correnti calde dei marosi con libertà.

Ti abbandono mio caro, la solitudine è diventata scomoda, fuggo lontano.

Almeno ci provo.

 

venerdì 16 aprile 2010

LA MIA VITA?

 

grata.JPG

 

La mia vita? Direi instabile, imprevedibile, per niente normale. Con mille possibilità e nessuna certezza, con mille vicende e nessuna in sintonia con i desideri, con infinite sfaccettature e nessuna solida concretezza. Una fila di ma e se senza un punto fermo.

Ho sempre desiderato e cercato, con tutte le fibre del mio essere, una normalità ma di sicuro non rientrava nel mio destino.

Perché? Domanda da un milione di euro.

Ho il cervello più vuoto che pieno di idee e sogni, lo spirito defenestrato da angosce inutili, uno spreco di vita. Chi può recuperare attimi di vita vissuti nel caos? Solo l'Eterno può intervenire ma ci vuole fede. Dov’è la mia fede? Anche quella s’è persa nel marasma degli avvenimenti. Ho corso dietro a tanto non ho trovato nulla. Cercando, cercando ho perso tutto perché ho perso me stessa. Mi sento come una zucca svuotata,  un cuore solitario e taciturno, non riesco ad elevarmi, a sublimare il dolore.

Guardo il cielo, è vasto e pieno di stelle. 

Un macrocosmo sconosciuto e affascinante mi sovrasta, è un grande, grandissimo cuore pulsante e vivido, costellato da tanti punti focali luminosi. Sono gli interruttori che accendono e regolano la vita di quaggiù. Dove sarà l’interruttore per accendere il mio punto luminoso?

Riuscirò a raggiungerlo? Ecco, se riuscissi a trovare l’interruttore del macrocosmo riuscirei a riaccendere la lampadina stella del mio microcosmo che ho spento involontariamente. O…forse no,  non si è mai accesa, nessuno ha voluto pigiare l’interruttore di un’esistenza per renderla meno angosciante, più aderente al mini universo della realtà tecnica della vita caduca.

Oh, cieli, stelle comete, corpi vaganti, sfere rotanti, vibrazioni assolute di cronologie e di tempi perfettamente sintonizzati su lunghezze d’onde sfioranti la terra, frullatori di avvenimenti e avvicendamenti sconosciuti, schermi di luce, saette, tagliatori e squarciatori di tenebre e menti offuscate, equilibratori biologici, assertori di vita e morte, implacabili imbonitori del tutto e del nulla non mi fornite l’opportunità di pigiare il mio bottone pulsore?  Voi che sgranocchiate sistemi codificati, modificate l’immodificabile, siete infiammatori di ardori rivoluzionari, vorticatori di masse oceaniche, mistificatori di enigmi razziali, benefattori voluttuosi di esistenzialismi filosofici, capaci di omogeneizzare, comporre e scomporre ritmi inspiegabili di tempi e vite perché non aprite un varco alla mia esistenza, caotica e non mi accordate col fato della rinascita morale e spirituale? Mi avete lasciato sulle strade senza un minimo di conoscenza della tecnica dell’agire nel mondo che sovrastate, scrutate, regolate, mi avete lasciato allo sbaraglio di verità inespresse che non posso afferrare, di impeti subdoli che cambiano continuamente direzione ai progetti e alle  speranze, avete arruffato i fili dell’interruttore della mia stella con implacabile crudeltà.

Guardo il cielo, è vasto e animato, una scia luminosa l’attraversa, per un attimo rischiara la notte, poi scompare alla vista. Il messaggio è chiaro, solo attimi fugaci può regalarmi il creato, non riuscirò a sintonizzarmi con l’ordine.

Ormai Inutile cercare una strada di normalità!  Se non smetto di volere una strada senza scossoni finirò per autodistruggermi.

Perché cerco una strada uguale a milioni di persone? 

Tutto sommato una vita varia è negativa della stabilità, positiva per mantenere sempre alti i livelli emotivi, esclude cose banali e piccoli fatterelli insulsi. Ognuno ha una personalità diversa, quindi obiettivi, desideri, comportamenti speranze differenti…

E’meglio che seguo la strada che ho innanzi, deviandola, perché non mi aggrada, rischio di decentrarmi e forse smarrire l’equilibrio per sempre più che vivendo nel caos…devo sottostare, o, forse semplicemente adeguarmi all’imperfezione della realtà.

mercoledì 27 gennaio 2010

NESSUNO DIMENTICHI

GIORNATA MONDIALE DELLA MEMORIA


Scansione.JPG

Per ricordare un tale orrore servono poche parole, bastano quelle di Kant :


 


 "La ragione umana viene afflitta da domande che non può respingere, perché le sono assegnate dalla natura della ragione stessa, e a cui però non può neanche dare risposta, perché esse superano ogni capacità della ragione umana"  

martedì 12 gennaio 2010

Stufa di aspettare

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Sono giorni che un affanno soffocante macera e scava in profondità rendendo la mia volontà fiacca, priva di qualunque energia vitale. Sono giorni che sento l’anima oppressa da un susseguirsi di sensazioni tristi dovute all’incertezza di una vana attesa, attesa di qualsivoglia azione porti la tua presenza a me. E’ vero che un amore puro non ha bisogno della presenza dell’altro per nutrirsi però l’incertezza, il dubbio sono orribili mostri che scatenano lotte interiori furibonde, specialmente quando centomila altre cose che ti girano intorno si basano solo sull’incertezza e ti obbligano a combattere ogni istante, ti obbligano a sostenere duelli sfibranti per sopravvivere che ti riducono un masso pesante. Basta! Non voglio più nessuna incertezza, le altre mi deprimono questa mi annienta.  Non merito uno squallore simile. Si può essere volubili, eccentrici, originali, ma non comprendere la minima aspirazione di un’anima già di per se tormentata è aberrante. Sentirsi mancare il conforto di una voce che non è solo voce ma rappresenta la molla vitale di chi istintivamente si è abbandonata al sentimento senza riserve e pregiudizi è una crudeltà perversa. Sono stufa, stufa e arcistufa!!!! Non ho sbagliato a seguire l’impulso del cuore, ho sbagliato a non tenerlo vincolato al raziocinio, a non sottoporlo alla lucida e fredda logica.  Ma come poterlo fare se tutto è stato così dirompente, imprevedibile e vivace da radicare il sentimento con tanta forza in tutta me stessa? Probabilmente se avessi avuto esperienza non sarebbe successo ed ora sarei tranquilla e soddisfatta del mio tran tran, non sentirei un groviglio di pensieri intollerabili, un masso che schiaccia, mi rende nervosa, disperata a cercare ed aspettare qualcuno che forse esiste solo nella mia fantasia. Solo dubbio, incertezze, tormenti e malinconie sono il mio pane quotidiano, accompagnano i miei passi strascicati. Forse così è scritto? Chissà poi perchè? No! Credo di aver fatto duelli e lotte per niente, coltivate utopie donchisciottesche senza un briciolo di convenienza, sarà meglio che depongo le armi, questa guerra ormai mi ha quasi distrutto, è bene che salvo quel po’ che di me resta, devo spezzare le catene, sbarazzarmi del macigno dell’attesa, armarmi di freddezza e calcolo, nascondere i sentimenti in un piccolissimo angolo, soffocarli e guidarli all’oblio per sempre se voglio ritrovare un punto fermo, un minimo di fiducia e solidità esistenziale.

Certo, ormai questa sofferenza non posso cancellarla, l’amore non è una macchia che si cancella con un lavaggio. L’amore è una sensazione che avviluppa la tua personalità, penetra in ogni molecola. Toglierselo è come cessare di esistere. Un amore schietto non muore ti condanna alla sofferenza fino all’ultimo sospiro. Per evitare la sofferenza perpetua bisognerebbe innamorarsi dopo aver accertato che l’oggetto del desiderio è capace di contraccambiare i sentimenti, è in grado di partecipare alla tua vita con uguale intensità di gesti, sogni, speranze. L’amore viscerale si paga a caro prezzo quando dall’altra parte, al massimo, c’è un lieve tepore e non sei preparata a fregartene al momento giusto, ti trascina in una voragine senza fine, ti sprofonda in un buio delirante, ti avvinghia in una spirale grottesca dalla quale è difficile scappare prima che ti tolga le forze per strangolarti. Mi ha soffocato, ha voluto annientarmi perché? Perché?!? Mancava un sentimento sincero e compatto, quello che riempie il frastuono della vita con tanti chicchi di felicità, costanti sensazioni essenziali a far germogliare messi rigogliose nello spirito.

 Mai più amare con tanta sprovveduta intensità. Neppure se l’altro starà appiccicato come una sanguisuga dovrò correre il rischio di sentirmi come una ciabatta pestata e ripestata e poi lasciata lì su un qualsiasi pianerottolo ad aspettare ore e ore un piede freddo per rianimarsi!!!!