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venerdì 5 novembre 2010

MALARAZZA

malarazza.jpg
 Ti ho guardato e riguardato

scrutato e ispezionato

ma non ti ho capito

I tuoi occhi sfuggenti

non hanno un colore

Il tuo cuore ticchetta

ma non emana calore

La tua bocca è carnosa

ma senza passione

Il tuo volto pasciuto

non conosce rossore

Le tue mani uncinate

sbrindellan le carni

I tuoi piedi smisurati

martellano i sogni

La tua pelle stirata

puzza come merda assolata

Chi sei

e

da che buco provieni

vuota frattaglia

gonfiata a pallone

c'arlecchini i retropalchi

di buffoni cortigiani

animata cartapesta

che smitraglia idiozie

frulla leggi corporali

manipola e impasta

frittelle d'ogni razza

gira gli ingranaggi

ingrassa i ricconi

stritola i semplicioni

Ti ho guardato

girato e rigirato

non hai confini non hai pudore

dignità e neppure onore

non posso definirti spettro alieno

ne infernale demone animale

illusionista d'etica morale

Sei proprio una razza strana!

Una fetida anomalia

d'un gene tossico

inquinante e malverso

una MALARAZZA

c'alligna nei meati uretrali

dell'infida sottoforesta

Oh 

se ti potessi estirpare

qual paradiso gusterei!

Con diritti riconosciuti

vestita con progetti di luce

uscirei dalla trincea degli assilli

per gettarmi in un campo di gigli

dormire nel quieto candore

svegliarmi e fare l'amore

guardando al domani senza ossessione

d'una malarazza 

che imbroglia e scassa

e.r.

*

con questo scritto un po' insolito

 rispondo a una provocazione dell'amica Tina