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martedì 23 febbraio 2016

Sorridi

Sorridi anima mia,
sorridi nel dolore,
le ferite sono profonde
stillano
ma
sorriso
giocoso
rimargina
velocemente
e
l’anima
torna candida
bambina rigogliosa
del campo fiorito
in eterno movimento
Sorridi
non incolpare il destino
per un inganno
lui osserva
ciò che gli uomini
deliberatamente
decidono
fanno
e
spesso
 sono implacabili
vessatori 
di chi
non ha armi
Sorridi
 e
non pensare
anima mia
per non smarrir la via
all'amore e alla fantasia



by e. r. 2003

mercoledì 10 ottobre 2012

Tracciati

tracciati.jpg


Ombre


...


Ombre legnose


...


File


...


File lunghissime


...


Sospiri


Iperboli 


Genialità


Ingorghi


Assorbimenti


...


Pensieri


...


Invissuti


 Erranti tracciati


e.r.


in una sera qualunque a piedi nudi in riva al mare

domenica 7 ottobre 2012

Disadorna da corazze

 


1.jpg



CONFIDAVO CHE ORMAI



NIENTE E NESSUNO



INTACCAVA LA CORAZZA



DURA COME L’ACCIAIO



PESANTE DA PORTARE



SPERAVO CHE ORMAI



NIENTE E NESSUNO



SCALFIVA LA SICUREZZA



INCOLLATA ALLA PELLE



SOFFOCANTE DA PORTARE



MI ILLUDEVO CHE ORMAI



NIENTE E NESSUNO



VALICAVA LE MURA



ALTISSIME



IMPOSSIBILI D’ABBATTERE



ERO CERTA CHE ORMAI



NIENTE E NESSUNO



POTEVA SFIDARE GLI ACULEI



FODERA DEL TEGUMENTO



SCOMODI DA TRASCINARE



E’ BASTATO UN BATTITO



A SGRETOLARE



AMARE



DISADORNA DA CORAZZE



E.R



sulla riva del fiume... in un giorno afoso



 

mercoledì 8 febbraio 2012

CERBIATTO

cerbiat.jpg


nei grovigli della mente


immagini sfocate


scorrono lentamente


nei sentieri aperti


del mio spirito


leggero


il tuo passare avverto


agile cerbiatto


satollo di tutto


nel respiro intercetto


sensazioni


abbandonate


nell'immenso mio deserto


stupita ti ritrovo


e.r.


camminando all'alba di un mattino lontano....

martedì 20 settembre 2011

VANITA'

 


difetti,riflessioni, 


Chi sei tu


Fanciullo beato


Su destriero piumato


Che vortichi


Nella giostra ritmata


D’arpe suadenti


Perdute nella vacuità


De tempi?


Chi sei tu


Che caramboli


Polvere sabbiosa


Infingarda e fastidiosa


Ch’intreccia l’avanzare


Di tranquille carovane?


Tu...


Sei la vanità


Del cavaliere trionfante


Impantanata in bagliori


Opalescenti


Di pozzanghere di vita 


Dondola e discendi


Tuffati nei cunicoli


De’ venti


Volta come foglia verde


Il destriero


Con l’ardimento del cavaliero


Arma il furor onorato


Vinci l'illusione incantata  


Rimescolio crogioso


Inafferrabile a te stesso


 


e.r.


 


ogni riferimento è...puramente casual incrociato!


 

mercoledì 24 novembre 2010

AUTOCRATE

donne 2.jpg
 

TU,

CHE DOMANDI

CON TANTO ARDIRE

E CUPIDIGIA MOSTRI

NEL CARPIRE SEGRETI

NASCOSTI IN PIEGHE

DI CELATI TENDONI

CADENTI PALCHI

DI SIPARI VIVENTI

E TRAGICI ATTI

TU,

CHE DOMANDE PONI

E PRETENDI

CON TIRANNIDE

RISPOSTE E AMORE

DOMANDATI

E NON DOMANDARE

DAI

E NON BRAMARE

FORSE....

DOMANI

AUTOCRATE

O... CHISSA'

CIO’ CHE

ARROGHI

ESTORCERAI

e.r

dedicata a tutte le donne che nel mondo subiscono sopraffazioni

*

la foto l'ho presa dal weeb ed è una immagine pubblicitaria

 

 

 

venerdì 5 novembre 2010

MALARAZZA

malarazza.jpg
 Ti ho guardato e riguardato

scrutato e ispezionato

ma non ti ho capito

I tuoi occhi sfuggenti

non hanno un colore

Il tuo cuore ticchetta

ma non emana calore

La tua bocca è carnosa

ma senza passione

Il tuo volto pasciuto

non conosce rossore

Le tue mani uncinate

sbrindellan le carni

I tuoi piedi smisurati

martellano i sogni

La tua pelle stirata

puzza come merda assolata

Chi sei

e

da che buco provieni

vuota frattaglia

gonfiata a pallone

c'arlecchini i retropalchi

di buffoni cortigiani

animata cartapesta

che smitraglia idiozie

frulla leggi corporali

manipola e impasta

frittelle d'ogni razza

gira gli ingranaggi

ingrassa i ricconi

stritola i semplicioni

Ti ho guardato

girato e rigirato

non hai confini non hai pudore

dignità e neppure onore

non posso definirti spettro alieno

ne infernale demone animale

illusionista d'etica morale

Sei proprio una razza strana!

Una fetida anomalia

d'un gene tossico

inquinante e malverso

una MALARAZZA

c'alligna nei meati uretrali

dell'infida sottoforesta

Oh 

se ti potessi estirpare

qual paradiso gusterei!

Con diritti riconosciuti

vestita con progetti di luce

uscirei dalla trincea degli assilli

per gettarmi in un campo di gigli

dormire nel quieto candore

svegliarmi e fare l'amore

guardando al domani senza ossessione

d'una malarazza 

che imbroglia e scassa

e.r.

*

con questo scritto un po' insolito

 rispondo a una provocazione dell'amica Tina

 



 

 

 

 

 

 

venerdì 16 aprile 2010

LA MIA VITA?

 

grata.JPG

 

La mia vita? Direi instabile, imprevedibile, per niente normale. Con mille possibilità e nessuna certezza, con mille vicende e nessuna in sintonia con i desideri, con infinite sfaccettature e nessuna solida concretezza. Una fila di ma e se senza un punto fermo.

Ho sempre desiderato e cercato, con tutte le fibre del mio essere, una normalità ma di sicuro non rientrava nel mio destino.

Perché? Domanda da un milione di euro.

Ho il cervello più vuoto che pieno di idee e sogni, lo spirito defenestrato da angosce inutili, uno spreco di vita. Chi può recuperare attimi di vita vissuti nel caos? Solo l'Eterno può intervenire ma ci vuole fede. Dov’è la mia fede? Anche quella s’è persa nel marasma degli avvenimenti. Ho corso dietro a tanto non ho trovato nulla. Cercando, cercando ho perso tutto perché ho perso me stessa. Mi sento come una zucca svuotata,  un cuore solitario e taciturno, non riesco ad elevarmi, a sublimare il dolore.

Guardo il cielo, è vasto e pieno di stelle. 

Un macrocosmo sconosciuto e affascinante mi sovrasta, è un grande, grandissimo cuore pulsante e vivido, costellato da tanti punti focali luminosi. Sono gli interruttori che accendono e regolano la vita di quaggiù. Dove sarà l’interruttore per accendere il mio punto luminoso?

Riuscirò a raggiungerlo? Ecco, se riuscissi a trovare l’interruttore del macrocosmo riuscirei a riaccendere la lampadina stella del mio microcosmo che ho spento involontariamente. O…forse no,  non si è mai accesa, nessuno ha voluto pigiare l’interruttore di un’esistenza per renderla meno angosciante, più aderente al mini universo della realtà tecnica della vita caduca.

Oh, cieli, stelle comete, corpi vaganti, sfere rotanti, vibrazioni assolute di cronologie e di tempi perfettamente sintonizzati su lunghezze d’onde sfioranti la terra, frullatori di avvenimenti e avvicendamenti sconosciuti, schermi di luce, saette, tagliatori e squarciatori di tenebre e menti offuscate, equilibratori biologici, assertori di vita e morte, implacabili imbonitori del tutto e del nulla non mi fornite l’opportunità di pigiare il mio bottone pulsore?  Voi che sgranocchiate sistemi codificati, modificate l’immodificabile, siete infiammatori di ardori rivoluzionari, vorticatori di masse oceaniche, mistificatori di enigmi razziali, benefattori voluttuosi di esistenzialismi filosofici, capaci di omogeneizzare, comporre e scomporre ritmi inspiegabili di tempi e vite perché non aprite un varco alla mia esistenza, caotica e non mi accordate col fato della rinascita morale e spirituale? Mi avete lasciato sulle strade senza un minimo di conoscenza della tecnica dell’agire nel mondo che sovrastate, scrutate, regolate, mi avete lasciato allo sbaraglio di verità inespresse che non posso afferrare, di impeti subdoli che cambiano continuamente direzione ai progetti e alle  speranze, avete arruffato i fili dell’interruttore della mia stella con implacabile crudeltà.

Guardo il cielo, è vasto e animato, una scia luminosa l’attraversa, per un attimo rischiara la notte, poi scompare alla vista. Il messaggio è chiaro, solo attimi fugaci può regalarmi il creato, non riuscirò a sintonizzarmi con l’ordine.

Ormai Inutile cercare una strada di normalità!  Se non smetto di volere una strada senza scossoni finirò per autodistruggermi.

Perché cerco una strada uguale a milioni di persone? 

Tutto sommato una vita varia è negativa della stabilità, positiva per mantenere sempre alti i livelli emotivi, esclude cose banali e piccoli fatterelli insulsi. Ognuno ha una personalità diversa, quindi obiettivi, desideri, comportamenti speranze differenti…

E’meglio che seguo la strada che ho innanzi, deviandola, perché non mi aggrada, rischio di decentrarmi e forse smarrire l’equilibrio per sempre più che vivendo nel caos…devo sottostare, o, forse semplicemente adeguarmi all’imperfezione della realtà.

mercoledì 3 febbraio 2010

IL CIELO E' GRIGIO

temp1.JPG

Il cielo è grigio, cupo,carico di tristezza, di malinconico torpore ma io sono felice e non mi importa se la sua rigida compattezza annulla il paesaggio perché i miei occhi non rispecchiano il grigiore del cielo ma la luce calda e intensa che c’è dietro i nuvoloni, riflettono quello che è nascosto da una polvere incolore  e opaca portando gioia al mio cuore, vivezza all’anima scolorita e appesantita da affanni di anni insipidi.

Quella gioia che oggi ho nel cuore nessuno riuscirà a rubarla perché è priva di trionfi umani, è solo un minutissimo e tenue guizzo che affiora  tra le macerie d’un periodo vissuto. È solo conquista di incessanti pene, solo un dono involontario di una entità sconosciuta al mio occhio e alla mia ragione.

Non lascerò che la gioia di oggi venga offuscata, dispersa, la custodirò gelosamente come frutto maturo di esperienza.

Non richiuderò mai le mie palpebre senza che abbiano catturato un pizzico di lucentezza perduta da una stella cadente.

Non permetterò alle mie labbra di pronunciare parole di rimpianto, vigilerò sempre che nessuno calpesti le tenere gemme spuntate all’alba di un giorno grigio da uno scheletro secco e ritorto. Non ritornerò sui miei passi, non vi è nulla che possa raccattare e rimpiangere di aver perduto.

Angosce, afflizione, tormenti, bagaglio dei miei errori, sono pesanti da trascinare,  prima o poi era giusto abbandonarli.  Non potrò sbarazzarmi del disgusto, delle disillusioni o tutti quegli aggettivi scadenti che hanno ferito lo spirito e distrutto i sogni. Posso sbarazzarmi di chi invece che tendere una mano mi ha dato una spinta per gettarmi nella fossa dei leoni. Nessuna parola pronunciata a mio favore od a mia scusa, anzi pronunciata per aumentare dolore e  angoscia.

Oggi non ho niente, ma nessuno è mio padrone se non l’infinito , se non l’illuminato, se non colui che ha creato me e la vita in me, per questo sono felice e non penso certo a te.

Sono felice e non permetterò a te ed a nessuno di turbare e intorbidire la mia conquista, misera per molti, immensa per me….