martedì 23 febbraio 2016
Sorridi
mercoledì 10 ottobre 2012
Tracciati
Ombre
...
Ombre legnose
...
File
...
File lunghissime
...
Sospiri
Iperboli
Genialità
Ingorghi
Assorbimenti
...
Pensieri
...
Invissuti
Erranti tracciati
e.r.
in una sera qualunque a piedi nudi in riva al mare
domenica 7 ottobre 2012
Disadorna da corazze
CONFIDAVO CHE ORMAI
NIENTE E NESSUNO
INTACCAVA LA CORAZZA
DURA COME L’ACCIAIO
PESANTE DA PORTARE
SPERAVO CHE ORMAI
NIENTE E NESSUNO
SCALFIVA LA SICUREZZA
INCOLLATA ALLA PELLE
SOFFOCANTE DA PORTARE
MI ILLUDEVO CHE ORMAI
NIENTE E NESSUNO
VALICAVA LE MURA
ALTISSIME
IMPOSSIBILI D’ABBATTERE
ERO CERTA CHE ORMAI
NIENTE E NESSUNO
POTEVA SFIDARE GLI ACULEI
FODERA DEL TEGUMENTO
SCOMODI DA TRASCINARE
E’ BASTATO UN BATTITO
A SGRETOLARE
AMARE
DISADORNA DA CORAZZE
E.R
sulla riva del fiume... in un giorno afoso
mercoledì 8 febbraio 2012
CERBIATTO
nei grovigli della mente
immagini sfocate
scorrono lentamente
nei sentieri aperti
del mio spirito
leggero
il tuo passare avverto
agile cerbiatto
satollo di tutto
nel respiro intercetto
sensazioni
abbandonate
nell'immenso mio deserto
stupita ti ritrovo
e.r.
camminando all'alba di un mattino lontano....
martedì 20 settembre 2011
VANITA'
Chi sei tu
Fanciullo beato
Su destriero piumato
Che vortichi
Nella giostra ritmata
D’arpe suadenti
Perdute nella vacuità
De tempi?
Chi sei tu
Che caramboli
Polvere sabbiosa
Infingarda e fastidiosa
Ch’intreccia l’avanzare
Di tranquille carovane?
Tu...
Sei la vanità
Del cavaliere trionfante
Impantanata in bagliori
Opalescenti
Di pozzanghere di vita
Dondola e discendi
Tuffati nei cunicoli
De’ venti
Volta come foglia verde
Il destriero
Con l’ardimento del cavaliero
Arma il furor onorato
Vinci l'illusione incantata
Rimescolio crogioso
Inafferrabile a te stesso
e.r.
ogni riferimento è...puramente casual incrociato!
mercoledì 24 novembre 2010
AUTOCRATE
TU,
CHE DOMANDI
CON TANTO ARDIRE
E CUPIDIGIA MOSTRI
NEL CARPIRE SEGRETI
NASCOSTI IN PIEGHE
DI CELATI TENDONI
CADENTI PALCHI
DI SIPARI VIVENTI
E TRAGICI ATTI
TU,
CHE DOMANDE PONI
E PRETENDI
CON TIRANNIDE
RISPOSTE E AMORE
DOMANDATI
E NON DOMANDARE
DAI
E NON BRAMARE
FORSE....
DOMANI
AUTOCRATE
O... CHISSA'
CIO’ CHE
ARROGHI
ESTORCERAI
e.r
dedicata a tutte le donne che nel mondo subiscono sopraffazioni
*
la foto l'ho presa dal weeb ed è una immagine pubblicitaria
venerdì 5 novembre 2010
MALARAZZA
scrutato e ispezionato
ma non ti ho capito
I tuoi occhi sfuggenti
non hanno un colore
Il tuo cuore ticchetta
ma non emana calore
La tua bocca è carnosa
ma senza passione
Il tuo volto pasciuto
non conosce rossore
Le tue mani uncinate
sbrindellan le carni
I tuoi piedi smisurati
martellano i sogni
La tua pelle stirata
puzza come merda assolata
Chi sei
e
da che buco provieni
vuota frattaglia
gonfiata a pallone
c'arlecchini i retropalchi
di buffoni cortigiani
animata cartapesta
che smitraglia idiozie
frulla leggi corporali
manipola e impasta
frittelle d'ogni razza
gira gli ingranaggi
ingrassa i ricconi
stritola i semplicioni
Ti ho guardato
girato e rigirato
non hai confini non hai pudore
dignità e neppure onore
non posso definirti spettro alieno
ne infernale demone animale
illusionista d'etica morale
Sei proprio una razza strana!
Una fetida anomalia
d'un gene tossico
inquinante e malverso
una MALARAZZA
c'alligna nei meati uretrali
dell'infida sottoforesta
Oh
se ti potessi estirpare
qual paradiso gusterei!
Con diritti riconosciuti
vestita con progetti di luce
uscirei dalla trincea degli assilli
per gettarmi in un campo di gigli
dormire nel quieto candore
svegliarmi e fare l'amore
guardando al domani senza ossessione
d'una malarazza
che imbroglia e scassa
e.r.
*
con questo scritto un po' insolito
rispondo a una provocazione dell'amica Tina
venerdì 16 aprile 2010
LA MIA VITA?
La mia vita? Direi instabile, imprevedibile, per niente normale. Con mille possibilità e nessuna certezza, con mille vicende e nessuna in sintonia con i desideri, con infinite sfaccettature e nessuna solida concretezza. Una fila di ma e se senza un punto fermo.
Ho sempre desiderato e cercato, con tutte le fibre del mio essere, una normalità ma di sicuro non rientrava nel mio destino.
Perché? Domanda da un milione di euro.
Ho il cervello più vuoto che pieno di idee e sogni, lo spirito defenestrato da angosce inutili, uno spreco di vita. Chi può recuperare attimi di vita vissuti nel caos? Solo l'Eterno può intervenire ma ci vuole fede. Dov’è la mia fede? Anche quella s’è persa nel marasma degli avvenimenti. Ho corso dietro a tanto non ho trovato nulla. Cercando, cercando ho perso tutto perché ho perso me stessa. Mi sento come una zucca svuotata, un cuore solitario e taciturno, non riesco ad elevarmi, a sublimare il dolore.
Guardo il cielo, è vasto e pieno di stelle.
Un macrocosmo sconosciuto e affascinante mi sovrasta, è un grande, grandissimo cuore pulsante e vivido, costellato da tanti punti focali luminosi. Sono gli interruttori che accendono e regolano la vita di quaggiù. Dove sarà l’interruttore per accendere il mio punto luminoso?
Riuscirò a raggiungerlo? Ecco, se riuscissi a trovare l’interruttore del macrocosmo riuscirei a riaccendere la lampadina stella del mio microcosmo che ho spento involontariamente. O…forse no, non si è mai accesa, nessuno ha voluto pigiare l’interruttore di un’esistenza per renderla meno angosciante, più aderente al mini universo della realtà tecnica della vita caduca.
Oh, cieli, stelle comete, corpi vaganti, sfere rotanti, vibrazioni assolute di cronologie e di tempi perfettamente sintonizzati su lunghezze d’onde sfioranti la terra, frullatori di avvenimenti e avvicendamenti sconosciuti, schermi di luce, saette, tagliatori e squarciatori di tenebre e menti offuscate, equilibratori biologici, assertori di vita e morte, implacabili imbonitori del tutto e del nulla non mi fornite l’opportunità di pigiare il mio bottone pulsore? Voi che sgranocchiate sistemi codificati, modificate l’immodificabile, siete infiammatori di ardori rivoluzionari, vorticatori di masse oceaniche, mistificatori di enigmi razziali, benefattori voluttuosi di esistenzialismi filosofici, capaci di omogeneizzare, comporre e scomporre ritmi inspiegabili di tempi e vite perché non aprite un varco alla mia esistenza, caotica e non mi accordate col fato della rinascita morale e spirituale? Mi avete lasciato sulle strade senza un minimo di conoscenza della tecnica dell’agire nel mondo che sovrastate, scrutate, regolate, mi avete lasciato allo sbaraglio di verità inespresse che non posso afferrare, di impeti subdoli che cambiano continuamente direzione ai progetti e alle speranze, avete arruffato i fili dell’interruttore della mia stella con implacabile crudeltà.
Guardo il cielo, è vasto e animato, una scia luminosa l’attraversa, per un attimo rischiara la notte, poi scompare alla vista. Il messaggio è chiaro, solo attimi fugaci può regalarmi il creato, non riuscirò a sintonizzarmi con l’ordine.
Ormai Inutile cercare una strada di normalità! Se non smetto di volere una strada senza scossoni finirò per autodistruggermi.
Perché cerco una strada uguale a milioni di persone?
Tutto sommato una vita varia è negativa della stabilità, positiva per mantenere sempre alti i livelli emotivi, esclude cose banali e piccoli fatterelli insulsi. Ognuno ha una personalità diversa, quindi obiettivi, desideri, comportamenti speranze differenti…
E’meglio che seguo la strada che ho innanzi, deviandola, perché non mi aggrada, rischio di decentrarmi e forse smarrire l’equilibrio per sempre più che vivendo nel caos…devo sottostare, o, forse semplicemente adeguarmi all’imperfezione della realtà.
mercoledì 3 febbraio 2010
IL CIELO E' GRIGIO
Il cielo è grigio, cupo,carico di tristezza, di malinconico torpore ma io sono felice e non mi importa se la sua rigida compattezza annulla il paesaggio perché i miei occhi non rispecchiano il grigiore del cielo ma la luce calda e intensa che c’è dietro i nuvoloni, riflettono quello che è nascosto da una polvere incolore e opaca portando gioia al mio cuore, vivezza all’anima scolorita e appesantita da affanni di anni insipidi.
Quella gioia che oggi ho nel cuore nessuno riuscirà a rubarla perché è priva di trionfi umani, è solo un minutissimo e tenue guizzo che affiora tra le macerie d’un periodo vissuto. È solo conquista di incessanti pene, solo un dono involontario di una entità sconosciuta al mio occhio e alla mia ragione.
Non lascerò che la gioia di oggi venga offuscata, dispersa, la custodirò gelosamente come frutto maturo di esperienza.
Non richiuderò mai le mie palpebre senza che abbiano catturato un pizzico di lucentezza perduta da una stella cadente.
Non permetterò alle mie labbra di pronunciare parole di rimpianto, vigilerò sempre che nessuno calpesti le tenere gemme spuntate all’alba di un giorno grigio da uno scheletro secco e ritorto. Non ritornerò sui miei passi, non vi è nulla che possa raccattare e rimpiangere di aver perduto.
Angosce, afflizione, tormenti, bagaglio dei miei errori, sono pesanti da trascinare, prima o poi era giusto abbandonarli. Non potrò sbarazzarmi del disgusto, delle disillusioni o tutti quegli aggettivi scadenti che hanno ferito lo spirito e distrutto i sogni. Posso sbarazzarmi di chi invece che tendere una mano mi ha dato una spinta per gettarmi nella fossa dei leoni. Nessuna parola pronunciata a mio favore od a mia scusa, anzi pronunciata per aumentare dolore e angoscia.
Oggi non ho niente, ma nessuno è mio padrone se non l’infinito , se non l’illuminato, se non colui che ha creato me e la vita in me, per questo sono felice e non penso certo a te.
Sono felice e non permetterò a te ed a nessuno di turbare e intorbidire la mia conquista, misera per molti, immensa per me….






