domenica 1 marzo 2015
Passa
giovedì 20 novembre 2014
Intervallo
mercoledì 5 febbraio 2014
INSONNIA
sabato 25 gennaio 2014
Per sempre finita
sabato 19 febbraio 2011
SPAZIO
Nell’immenso
Di piazza
Intrisa
D'etereo
Apro
all'esteso
Folgoro oltre
Satolla
Riapprodo
occhio di assoluto
e.r.
girando per il portogallo
lunedì 31 gennaio 2011
SEGRETO
spettatrice ignota
di segreto fascinoso
una perversa luna
radia alla finestra
smaniosa illangue
i petali divarica
sbiadito pudore
passione vermiglia
il sogno proibito
la falce abbraccia
nella dormiente valle
clamore rimbomba
dietro la chiusa finestra
custode di capriccio
la cascata rossa
il risveglio lacrima
e.r.
lunedì 17 gennaio 2011
RISTORO
ignuda sposa
desta da notte
marosa
arsa passione
a braccia aperte
corro vaporosa
incontro al sole
vorace languore
specchio
in rugiada
assetato tormento
lavo
indomabile spirito
cibo di colore
inebrio candore
ristoro
a spighe di grano
affido
ignudo atteso
rivesto
ermetico insano
e.r.
mercoledì 12 gennaio 2011
L'andatura lenta va
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Oggi qua domani là l'andatura lenta va un girovagare di parole la chiarezza del cammino si perde nel pensiero la conquista incessante l’apparenza è costruire la ricerca un punto fermo oggi qua domani là l'andatura lenta va nella vela della sera arranca a malapena l'ombra passeggera della donna di frontiera lento è l'andare adagio il vacillare il bimbo si lascia dindolare lo sguardo del beduino rolla sopra il cammello fissa il punto d'arrivo nell'orma di primo mattino smarrisce il suo destino oggi qua domani chissà l'andatura lenta va * |
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Girando per Djerba con Monj Eugy Edoar Lidia
e.r.
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sabato 18 dicembre 2010
SUPERFLUO
mercoledì 8 dicembre 2010
SUSSURRI
con fremito leggero
l’ala farfallina
aggancia
la foglia rigogliosa
e
languida sussurra:
sei forte
profumata
spavalda e divina!
la foglia
la guarda affascinata
sussulta
incurva la linfa garbata
e
tremula sospira:
tu
sei calda
colorata e leggiadra
resta
mia regina!
vezzoso
fruscia il vento
la foglia inarca
lontano
il calabrone blu
ronza
la sua preda
e.r.
giovedì 2 dicembre 2010
PELLEGRINO DEL MIO DOMANI
Affumicato dal caldo e dallo sporco
Lentamente sul ciglio del viottolo
Appari al mio occhio distratto
Solitario
Marci lesto
Avanti d'un passo
Il tuo cane magro come un chiodo
Annusa
Per farti strada
Ogni tanto scodinzola in segno di ok
Vai avanti che ci sei
Non so perché
Il cuore mi si è stretto
Non di malinconia ma di gioia e allegria
La tua carne brunita
Elastica come quella d'un contorsionista
dura come quella di un marinaio
Nell'occhio stordito mi riluce
i muscoli spinzuti
sodi come quelli un ballerino
Che sta per alzarsi in volo
Per offrirsi alle note del vento
Mentre lotta con la tempesta del tempo
Per vedere quello che gira intorno
Dritto nell'occhio del mondo
Con ritmo cadenzato
Sulle nude spalle lo zaino
Dondola arrotolato il tuo giaciglio
Allora afferro
Ti vedo nel silenzio
Di notte in notte steso all’aria leggero
Abbracciare la prima stella
ramingare in paesi immaginari
Quelli dove alloggia la gente pulita
Lontano
Dal mondo frettoloso che di te se ne infischia
O forse no
Sei tu
Che te ne infischi di un mondo evidente
In cui la gente respinge
Senza vedere senza sapere
Alza solo la polvere del gran volere
Tu
Senza bagaglio
Dritto come un pioppo nero
Cammini leggero per vedere per sapere
Scruti visi e natura di terra in terra
Rifocillandoti con l'innocente meraviglia
Senza fardelli oscuri
T'abbeveri alla bellezza universale
Occhi lucenti
Sorrisi umani
Segui il tuo andare a un passo dal tuo cane
Avverto un canto strano
Viene da lontano
Ti guardo fisso
Non sei vagabondo ignaro
Sei viaggiatore dell’animo in cerca di segreti
Esploratore della sorte che sta alle porte
Il cane tuo spirito guardiano
Avanti di un passo
Ti trascina lungo il viottolo
Nodoso come un ramo di pioppo
Appari e scompari all'occhio
Per ricordare che il mondo è da sondare
Ascoltare
Assaporare
Stringere con intensità sulla nuda terra
Per sentire l'emozione fraterna
Vivere insieme la realtà globale
Amare senza bagagli strani
Un raggio m'abbaglia e tu scompari
Affumicato dal caldo e dallo sporco
Sul ciglio del viottolo
Pellegrino straniero del mio domani
e.r.
lunedì 15 novembre 2010
SELVAGGIA FARFALLA
di fresco pitturata
ancor torbida
di languori notturni
corro all’alba
tra i prati sonnolenti
frizza le narici
la brezza mattutina
molle si adagia
sul seno aperto
infila
la porta del cuore
da tempo immemore
sbarrata
a ogni incanto
scardina il cammino
al burrascoso passato
di un te antiquato
vibra un frullio acuto
dagli eremi del destino
sale prepotente
il bozzo della vita
all'occhio frastorno
miriadi di colori
sventaglia
il sorriso del giorno
scalza e denuda
al ventre della terra
mi abbandono
selvaggia farfalla
utopia del vento
e. r.
correndo un mattino
mercoledì 10 novembre 2010
LOGICA
Ami?
Non ami
Ti concedi
Usi la logica
Al posto dell’emozione
La ragione
Al posto della passione
Il pensiero egoista
Al posto dell' incanto
In te c’è molto
Non concedi niente
Sei avaro
Ami con la pelle
Con i sensi
Sei, bravo !
Un logico
Individualista
Antiscomodità
e.r.
venerdì 5 novembre 2010
MALARAZZA
scrutato e ispezionato
ma non ti ho capito
I tuoi occhi sfuggenti
non hanno un colore
Il tuo cuore ticchetta
ma non emana calore
La tua bocca è carnosa
ma senza passione
Il tuo volto pasciuto
non conosce rossore
Le tue mani uncinate
sbrindellan le carni
I tuoi piedi smisurati
martellano i sogni
La tua pelle stirata
puzza come merda assolata
Chi sei
e
da che buco provieni
vuota frattaglia
gonfiata a pallone
c'arlecchini i retropalchi
di buffoni cortigiani
animata cartapesta
che smitraglia idiozie
frulla leggi corporali
manipola e impasta
frittelle d'ogni razza
gira gli ingranaggi
ingrassa i ricconi
stritola i semplicioni
Ti ho guardato
girato e rigirato
non hai confini non hai pudore
dignità e neppure onore
non posso definirti spettro alieno
ne infernale demone animale
illusionista d'etica morale
Sei proprio una razza strana!
Una fetida anomalia
d'un gene tossico
inquinante e malverso
una MALARAZZA
c'alligna nei meati uretrali
dell'infida sottoforesta
Oh
se ti potessi estirpare
qual paradiso gusterei!
Con diritti riconosciuti
vestita con progetti di luce
uscirei dalla trincea degli assilli
per gettarmi in un campo di gigli
dormire nel quieto candore
svegliarmi e fare l'amore
guardando al domani senza ossessione
d'una malarazza
che imbroglia e scassa
e.r.
*
con questo scritto un po' insolito
rispondo a una provocazione dell'amica Tina
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