Visualizzazione post con etichetta sentimenti. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta sentimenti. Mostra tutti i post

domenica 14 luglio 2013

Insania mutata



images.jpg


ingordo sguardo


scruta il sodo corpo


in attesa amplessa


pudore vorace


lumina chiaro


al cielo mostra


il nudo seno


insania passione


cupidigia incalza


incontrollato dolore


sulla pelle scivola


al sole 


la strada di vita


stesa


passione trasmuta


amore destina 


e.r.


aspirando, passeggiando, osservando,  sotto il sole....


 

lunedì 31 gennaio 2011

SEGRETO

3.jpg
 

spettatrice ignota

di segreto fascinoso

una perversa luna

radia alla finestra

smaniosa illangue

i petali divarica 

sbiadito pudore

passione vermiglia

il sogno proibito

la falce abbraccia 

nella dormiente valle

clamore rimbomba

dietro la chiusa finestra

custode di capriccio

la cascata rossa

il risveglio lacrima

e.r.

 

 

 

 

 

 

mercoledì 24 novembre 2010

AUTOCRATE

donne 2.jpg
 

TU,

CHE DOMANDI

CON TANTO ARDIRE

E CUPIDIGIA MOSTRI

NEL CARPIRE SEGRETI

NASCOSTI IN PIEGHE

DI CELATI TENDONI

CADENTI PALCHI

DI SIPARI VIVENTI

E TRAGICI ATTI

TU,

CHE DOMANDE PONI

E PRETENDI

CON TIRANNIDE

RISPOSTE E AMORE

DOMANDATI

E NON DOMANDARE

DAI

E NON BRAMARE

FORSE....

DOMANI

AUTOCRATE

O... CHISSA'

CIO’ CHE

ARROGHI

ESTORCERAI

e.r

dedicata a tutte le donne che nel mondo subiscono sopraffazioni

*

la foto l'ho presa dal weeb ed è una immagine pubblicitaria

 

 

 

sabato 11 settembre 2010

NEL BUIO DELLA NOTTE

Scansione0007.jpg
 

Nel buio della notte

il tuo occhio

è mio faro di sogni

Il respiro nutrimento

celestiale

Il rintocco del cuore

carezza vitale

sfiorata

la pelle trapassa

approda sulla bocca

schiusa

a miraggio onirico

Nel buio

ti assapora

avidamente ti vive

Esausta

si rannicchia

nell'alito caldo

la notte

sazia respira


e.r.

venerdì 7 maggio 2010

ODORI DI MADRE

gelsomino.jpg

Donna


 dai profumi celati


nel grembo rotondo


di lattei seni  fiorenti


enigmi ho visto correre


tra i lunghi  capelli biondi


passare destrieri imbizzarriti


focosi amori odiati


ruzzolar


tra pieghe di lenzuola


perle lucenti 


  smarrire


nel vallo degli occhi


 struggenti


 amanti duellare


 sfilare


quotidiani pudori 


arruffati da mille  giocolieri


 indugiar


nei  prati dei tuoi contorti


 pensieri


lembi di trine nere


 sepolte


passioni


 bramosie sensuali


lacrime amare


memorie lacere avanzare


 silenzi


 figlio


 acerbo ritrattato


in lunghe notti vegliate da ecate


ho rovistato


nei tuoi cassetti segreti


molli singhiozzi ho incrociato


spasmi


d’amore dato e negato


 nel letto sfatto raccattato


sentimenti


 vaganti


accoccolati nei seni lattei


fra torpore di capezzoli serrati


ermetici pezzetti di cielo


oh donna regale


scoperto


assaporato


odori di madre


singolare


*


e.r


 

martedì 4 maggio 2010

TI ABBANDONO

villa simius.JPG

 

Non voglio più desiderarti, ne pensarti. L’attesa mi divora, fa agonizzare la mia anima, consumare il  corpo, urlare ogni fibra. Brucio di desiderio, rabbia, tristezza; passo da uno stato euforico ad uno depressivo; mi esalto e mi avvilisco; ti amo e ti odio; ti chiamo e ti respingo.  Basta, basta. Devo smetterla di lacerarmi, sprecare un mucchio di energie e di vita, potrei continuare se servisse a rendermi felice.  Così no e poi no! I nostri desideri non coincideranno mai. Per te un giorno o un altro è lo stesso, incontrarci prima o dopo è uguale,  un divertimento da tempo libero.  Sono  ancor meno d’un diversivo piacevole, meno di niente, non c’è mai tempo per me. Sono un neo che punteggia la tua esistenza senza  neppure un nome. Non posso avere desideri, aspettative, voglia di correre, saltare, scherzare, devo solo tacere, sedermi, aspettare, aspettare che sua maestà il re si ricordi di avere un neo che aspetta di renderlo bello, adularlo, farlo sentire prezioso, desiderato, coccolato. Il guaio è: non sarò mai un essere egocentrico e pratico come te. Sono estrosa, sognatrice, sensibile, ribelle alle convenzioni, al qualunquismo.  Quello che mi rovina nell’aspettarti è la fantasia che galoppa, anzi ciò che mi rovina è l’essermi innamorata non di un sogno vago ma di un egoista dosatore di tempo e spazio. Caldo, passionale e sensibile solo in dosi farmaceutiche. Invece io adoro  le abbuffate, l’imprevisto, l’ardore che  trasporta nei picchi delle montagne, le sensazioni che  tolgono il respiro e  fanno scendere nelle viscere del vulcano, approdare dove non esiste pregiudizio e ci si può abbandonare con leggerezza alle correnti calde dei marosi con libertà.

Ti abbandono mio caro, la solitudine è diventata scomoda, fuggo lontano.

Almeno ci provo.

 

lunedì 8 marzo 2010

ANFRATTO

anfratto.jpg

Respiri trainati

nell’insenatura straniera

bisbiglian   meraviglie

all’orecchio di venere

I ciottoli quattati

gioiscono lusingati

all’augusta conchiglia

discinta da lussuria

dall’onda azzurra

L’occhio di scogliera

assiste turbato

i viluppi ammarati

dall’amante coatto

nel grembo anfratto

Lontano il suono

d’un organino stonato

rincorre la farfalla

dall’ali gialle vermiglie

che svolazza sfrenata

divorando la vita

mentre aspetta turbata

la fine della breve durata

 e.r

 

 

lunedì 22 febbraio 2010

UNA GIORNATA ROSE'

rosè_.jpg

Cobalto mi appare il mare
Verde sento il cuore
Giallo il pesce guizza
Arancio è profumo di pesca
Rosso lo sguardo d'amore
Bianca la storia da dire
Viola l'amica invidiosa
Ruggine il tempo passa
Incolore l'acqua corre
Il sole abbaglia  l’empireo
tremula  sul candido ciglio

attanaglia l'emozione
D'una giornata rosée

vissuta insieme a te

 

elda.r 1994

 

lunedì 8 febbraio 2010

SAGA DI UN SORRISO

Copia di eluana.jpg

Il sorriso luminoso

propagato da una foto
Ogni angolo ha varcato

Confuso e sconcertato
Laico e cristiano

Ha atteso e trepidato
Alcuno ha percepito

L’inno contenuto
Raccolto la domanda

Di fanciulla già donna
Considerata

Meno d'una foglia
Caduta a terra dilaniata
Da raffica disinteressata

All'anamnesi vissuta
Carta parole carta

Han navigato rogando

Diritto d'assodata volontà

Un'ipotesi angariata

Da momento spensierato

Trionfando sul terreno

D'una scienza transitoria
Circoscritto all'ordinario

Un evento di valore
Escludendo l'infinito

La catarsi d'una storia

Racchiusa in un sorriso
Strepitoso e silenzioso

Di fanciulla separata
Ad un'agire abituale

Collegata all'armonia
Al senso verticale

D’un moto universale

Inviso al sommario

C'ha disposto un protocollo
Con un timbro scolorito

Domato un sorriso
Col cavillo sapientone

Deperito il sondino
D'alimento sostanziale
Per volere vagheggiato

D'un profano ostinato
Relegato nel concetto

D'un concreto vessatorio
D'una vita lessicale

Informale e sconosciuta

Formalista d'una vista
Inchiodata da reattanza

A carezza errabonda

Con sorriso luminoso

Svolazzato e rivolato

In beccheggi governato

Da inversi soggettivi

Per trapasso di materia

Annacquata vincolata

Su tragedia esistenziale

Proclamava l'arbitrale
Accecato dal volere

D 'un lecito invocato

Ancorato al dimostrato

Rifiutava l’ ignorato

Trasferiva e sballottava

Svaporava l’essenziale

Il sorriso si spandeva

La gente si illudeva

Una firma trepidava

Nella sala blaterava

La telecamera girava

II camice migrava
Lo sguardo fissava

Su parete di tessuto

Evitando il contenuto

Di sangue sviscerato

A messaggio disperato

D’intento snaturato

Reclamato ostinato

Di appiglio immotivato

La fanciulla ricusata

Afferrato il convenuto
Contrario al suo vissuto

D’un mondo differito

A ragione misurata

Declinava il formulario

Allestito straordinario

Nel secondo disertava

La platea affascinata

Rimettendo all'Eterno
Una saga impugnata

Il sorriso luminoso

Veicolato dal destino

Appropriatosi il diritto

Di volare in libertà
Varcava i confini

D 'una stolta umanità
Che sa poco di qua e

Ancor meno di là
Sigillando umana verità

con maestosa dignità

di:elda r.

martedì 12 gennaio 2010

Stufa di aspettare

pietra.jpg

Sono giorni che un affanno soffocante macera e scava in profondità rendendo la mia volontà fiacca, priva di qualunque energia vitale. Sono giorni che sento l’anima oppressa da un susseguirsi di sensazioni tristi dovute all’incertezza di una vana attesa, attesa di qualsivoglia azione porti la tua presenza a me. E’ vero che un amore puro non ha bisogno della presenza dell’altro per nutrirsi però l’incertezza, il dubbio sono orribili mostri che scatenano lotte interiori furibonde, specialmente quando centomila altre cose che ti girano intorno si basano solo sull’incertezza e ti obbligano a combattere ogni istante, ti obbligano a sostenere duelli sfibranti per sopravvivere che ti riducono un masso pesante. Basta! Non voglio più nessuna incertezza, le altre mi deprimono questa mi annienta.  Non merito uno squallore simile. Si può essere volubili, eccentrici, originali, ma non comprendere la minima aspirazione di un’anima già di per se tormentata è aberrante. Sentirsi mancare il conforto di una voce che non è solo voce ma rappresenta la molla vitale di chi istintivamente si è abbandonata al sentimento senza riserve e pregiudizi è una crudeltà perversa. Sono stufa, stufa e arcistufa!!!! Non ho sbagliato a seguire l’impulso del cuore, ho sbagliato a non tenerlo vincolato al raziocinio, a non sottoporlo alla lucida e fredda logica.  Ma come poterlo fare se tutto è stato così dirompente, imprevedibile e vivace da radicare il sentimento con tanta forza in tutta me stessa? Probabilmente se avessi avuto esperienza non sarebbe successo ed ora sarei tranquilla e soddisfatta del mio tran tran, non sentirei un groviglio di pensieri intollerabili, un masso che schiaccia, mi rende nervosa, disperata a cercare ed aspettare qualcuno che forse esiste solo nella mia fantasia. Solo dubbio, incertezze, tormenti e malinconie sono il mio pane quotidiano, accompagnano i miei passi strascicati. Forse così è scritto? Chissà poi perchè? No! Credo di aver fatto duelli e lotte per niente, coltivate utopie donchisciottesche senza un briciolo di convenienza, sarà meglio che depongo le armi, questa guerra ormai mi ha quasi distrutto, è bene che salvo quel po’ che di me resta, devo spezzare le catene, sbarazzarmi del macigno dell’attesa, armarmi di freddezza e calcolo, nascondere i sentimenti in un piccolissimo angolo, soffocarli e guidarli all’oblio per sempre se voglio ritrovare un punto fermo, un minimo di fiducia e solidità esistenziale.

Certo, ormai questa sofferenza non posso cancellarla, l’amore non è una macchia che si cancella con un lavaggio. L’amore è una sensazione che avviluppa la tua personalità, penetra in ogni molecola. Toglierselo è come cessare di esistere. Un amore schietto non muore ti condanna alla sofferenza fino all’ultimo sospiro. Per evitare la sofferenza perpetua bisognerebbe innamorarsi dopo aver accertato che l’oggetto del desiderio è capace di contraccambiare i sentimenti, è in grado di partecipare alla tua vita con uguale intensità di gesti, sogni, speranze. L’amore viscerale si paga a caro prezzo quando dall’altra parte, al massimo, c’è un lieve tepore e non sei preparata a fregartene al momento giusto, ti trascina in una voragine senza fine, ti sprofonda in un buio delirante, ti avvinghia in una spirale grottesca dalla quale è difficile scappare prima che ti tolga le forze per strangolarti. Mi ha soffocato, ha voluto annientarmi perché? Perché?!? Mancava un sentimento sincero e compatto, quello che riempie il frastuono della vita con tanti chicchi di felicità, costanti sensazioni essenziali a far germogliare messi rigogliose nello spirito.

 Mai più amare con tanta sprovveduta intensità. Neppure se l’altro starà appiccicato come una sanguisuga dovrò correre il rischio di sentirmi come una ciabatta pestata e ripestata e poi lasciata lì su un qualsiasi pianerottolo ad aspettare ore e ore un piede freddo per rianimarsi!!!!