mercoledì 17 marzo 2010

RISVEGLIO

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Dove sei....
non trovo occhi luminosi
immersi in questo mare
blu
Non sento braccia vigorose
sfiorar la vita
smarrire fra onde coralline
Chiudo gli occhi
ti vedo laggiù
perso

nel sole

nudo

Lontano olezza un odore
è gelsomino
Mi sveglio incantata
da una vista fatata

 

sabato 13 marzo 2010

TETTI

 

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Tra i rosacei tetti

volan turbinose

eccitate faville

salite dai camini

a salutar la maga

divina adescatrice

del regno proibito

Lenta cammina

nei vicoli del cielo

pronta a ghermir

voluttuose  prede

scagliandole  ignare

tra le fauci lascive

del  principe tribale

riparato dai veli

di bianche schiave

dal ventre lucente

e  mammelle lattee

e.r.

giovedì 11 marzo 2010

INCONTRO

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Nell’incontro foresto

un lamento d’anime

tamburava lento

Le zebre cupide
mescolaron la scena
Bella e spudorata

apparve morgana
selvaggia jacaranda
dell’africa boera
Balzò sulla giraffa
sfiziosa brucava
cimelle di farnia

‘miccando il ramo

con occhi e sorriso

Sfidò il sole

a gioco capriccioso
Il sol provocato

Da tanto splendore

smarrì ragione
inforcò l’altura allibita
In fretta girò l’alone
sparì rasente
la fragrante acacia

S’allungò l’ombra

della bella  morgana

sulle frondi  viola

della  jacaranda nana

Lontano tamburava

un lamento d’anime

confuse nella foresta

le zebre cupide

lasciaron la scena

Al soffio della notte

gemeva una   iena

 e.r.

lunedì 8 marzo 2010

ANFRATTO

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Respiri trainati

nell’insenatura straniera

bisbiglian   meraviglie

all’orecchio di venere

I ciottoli quattati

gioiscono lusingati

all’augusta conchiglia

discinta da lussuria

dall’onda azzurra

L’occhio di scogliera

assiste turbato

i viluppi ammarati

dall’amante coatto

nel grembo anfratto

Lontano il suono

d’un organino stonato

rincorre la farfalla

dall’ali gialle vermiglie

che svolazza sfrenata

divorando la vita

mentre aspetta turbata

la fine della breve durata

 e.r

 

 

mercoledì 3 marzo 2010

Collina

 

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In sottoveste di seta nera
scese frusciante la sera
Sfiorò la tonda collina
graffiandola  di violetto
Calò giù nel blu vialetto
incipriando vaporosa
la lussuria del mughetto
Si coricò sull'arenile
offrendo il bianco ventre

alla blandizia dell’onda

Flessuosa cresceva

Dal velato  oriente
strisciando a serpente

incantava la luna nera

e.r

 

 

2001:Impressioni di un momento fugace in south africa

 

lunedì 22 febbraio 2010

UNA GIORNATA ROSE'

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Cobalto mi appare il mare
Verde sento il cuore
Giallo il pesce guizza
Arancio è profumo di pesca
Rosso lo sguardo d'amore
Bianca la storia da dire
Viola l'amica invidiosa
Ruggine il tempo passa
Incolore l'acqua corre
Il sole abbaglia  l’empireo
tremula  sul candido ciglio

attanaglia l'emozione
D'una giornata rosée

vissuta insieme a te

 

elda.r 1994

 

giovedì 18 febbraio 2010

benvenuta freschezza

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Primo giorno di ripresa, di germogli, di speranze, di vita cosciente. Nascita e rinascita della natura. Inizio di un processo progressivamente migliorativo. Occhi che vedono, orecchie che sentono; gioia, felicità. Sensazioni positive e foriere di raccolti abbondanti. Il trascorso è qualcosa di statico, di immobile che chiude cicli; l’avanti è movimento, costruttività combattiva. Bene, anzi benissimo. Perché ? Finalmente il nodo si è sciolto, le emozioni sono diverse, la passività, la negazione, la regressione e l’angoscia duale sono state surclassate da qualcosa di grandioso, di imperioso che apporta calore, gioia, dolcezza.

Il nutrimento non è più sussistenza e necessità, è golosità.

Liberazione! Liberazione da una schiavitù ridicola, da una situazione incresciosa, meschina e insulsa.

Percezioni  benefiche, passaggi luminosi non più meteoriti stelle incandescenti, punti luminosi vivificanti, punti di orientamento sicuri, stabili, tranquilli. Addio passato confuso e contorto. Benvenuto avvenire!

Consapevolezza, discernimento, limpida chiarezza allignano nel cuore. Tic tac, battiti costanti, ritmi armoniosi, indispensabili al pulsare della vita. Fruscii giocosi, rintocchi cristallini simbolo di vitalità, presagio di tempo ben cadenzato e ben vissuto. Addio imprudenza. Addio a tutto ciò che è rovina, simbolo di torpore, di possibilità  imprecisa, frustrazione e vessazione. Addio alla morte e addio ad epoche mortificanti. Benvenuta freschezza.