Primo giorno di ripresa, di germogli, di speranze, di vita cosciente. Nascita e rinascita della natura. Inizio di un processo progressivamente migliorativo. Occhi che vedono, orecchie che sentono; gioia, felicità. Sensazioni positive e foriere di raccolti abbondanti. Il trascorso è qualcosa di statico, di immobile che chiude cicli; l’avanti è movimento, costruttività combattiva. Bene, anzi benissimo. Perché ? Finalmente il nodo si è sciolto, le emozioni sono diverse, la passività, la negazione, la regressione e l’angoscia duale sono state surclassate da qualcosa di grandioso, di imperioso che apporta calore, gioia, dolcezza.
Il nutrimento non è più sussistenza e necessità, è golosità.
Liberazione! Liberazione da una schiavitù ridicola, da una situazione incresciosa, meschina e insulsa.
Percezioni benefiche, passaggi luminosi non più meteoriti stelle incandescenti, punti luminosi vivificanti, punti di orientamento sicuri, stabili, tranquilli. Addio passato confuso e contorto. Benvenuto avvenire!
Consapevolezza, discernimento, limpida chiarezza allignano nel cuore. Tic tac, battiti costanti, ritmi armoniosi, indispensabili al pulsare della vita. Fruscii giocosi, rintocchi cristallini simbolo di vitalità, presagio di tempo ben cadenzato e ben vissuto. Addio imprudenza. Addio a tutto ciò che è rovina, simbolo di torpore, di possibilità imprecisa, frustrazione e vessazione. Addio alla morte e addio ad epoche mortificanti. Benvenuta freschezza.
