
Ti ho guardato e riguardato scrutato e ispezionato
ma non ti ho capito
I tuoi occhi sfuggenti
non hanno un colore
Il tuo cuore ticchetta
ma non emana calore
La tua bocca è carnosa
ma senza passione
Il tuo volto pasciuto
non conosce rossore
Le tue mani uncinate
sbrindellan le carni
I tuoi piedi smisurati
martellano i sogni
La tua pelle stirata
puzza come merda assolata
Chi sei
e
da che buco provieni
vuota frattaglia
gonfiata a pallone
c'arlecchini i retropalchi
di buffoni cortigiani
animata cartapesta
che smitraglia idiozie
frulla leggi corporali
manipola e impasta
frittelle d'ogni razza
gira gli ingranaggi
ingrassa i ricconi
stritola i semplicioni
Ti ho guardato
girato e rigirato
non hai confini non hai pudore
dignità e neppure onore
non posso definirti spettro alieno
ne infernale demone animale
illusionista d'etica morale
Sei proprio una razza strana!
Una fetida anomalia
d'un gene tossico
inquinante e malverso
una MALARAZZA
c'alligna nei meati uretrali
dell'infida sottoforesta
Oh
se ti potessi estirpare
qual paradiso gusterei!
Con diritti riconosciuti
vestita con progetti di luce
uscirei dalla trincea degli assilli
per gettarmi in un campo di gigli
dormire nel quieto candore
svegliarmi e fare l'amore
guardando al domani senza ossessione
d'una malarazza
che imbroglia e scassa
e.r.
*
con questo scritto un po' insolito
rispondo a una provocazione dell'amica Tina